Pagine in pillole 11

CERCHIO MAGICO

Io vivo

in un cerchio.

Sono al centro

in un buco.

Il buco del silenzio.

È solo un disegno

per terra

che il vento,

il sole

e la pioggia

nutrono, allagano

restringono ed allargano.

Ma io

resto al centro

e non mi sposto.

Aspettami fuori

ti prego.

Uscirò

con la mia lingua sciolta

e ti accogliero’.

I miei silenzi

come dono

la tua attesa

come regalo.

Io vivo

in un buco di pazienza

dentro un cerchio disegnato.

C’è posto

solo per me

un foglio

una penna.

Tu resta fuori

non capiresti

perché fuori da lì

faccio rumore.

11 anni di te

11 anni di te

che sei andato via.

Una parola scritta

nei tuoi occhi chiari,

e dimentico i miei.

Vedo l’azzurro

attraverso il tuo cielo

e mi sorprende

una lacrima

mentre scrivo di te.

Lo so che dormi

nella stanza accanto

coperto

di stelle ed abbracci

preghiere e baci.

Sono sempre figlia

ma ti chiamo

“Nonno Renato ”

perché cresciuta

tra scherzi e coccole.

Ecco, ora sorrido

di te, per me.

Ora so dove sei

In quegli occhi

,che,

appena aperti

sanno già

di mostrare sorpresa

sulla tua faccia

in attesa di noi.

le tabelline

Tutti i numeri in raccolta

fecero una gran rivolta.

“Sempre in fila, un, due, tre

spiegateci il perché!”

dissero in coro ordinati

“siamo cifre, mica soldati!”.

I numeri in vera armonia

giocarono allora con fantasia:

tutti in fila ad uno ad uno

tante moto ad un raduno.

Due a due, tre a tre

cerca un posto tocca a te.

Quattro a quattro, cinque a cinque

questo gioco non mi convince.

Sei a sei, sette a sette

da ora in poi faremo saette,

otto a otto nove a nove

apri l’ombrello fuori piove.

Ed il dieci poverino

era della coda il fanalino.

Tutti in fila in girotondo

non dimentichiamo il resto del mondo

e lo zero, vera nullità

diventato la novità

riempì tutto quel vuoto

e ricominciò il gioco.

pagine in pillole n° 9

Quanti sono i sensi ? Sbagliato, sono 12.

Pensate ad un essere umano che nasce, la prima cosa che accade è che viene “toccato” sul corpicino (il tatto) mentre nel suo naso entra dell’aria che stimola un senso molto MOLTO importante: quello della vita. Pensate a quante persone vivono senza essere complete, diremmo malate. Se nella loro diversità trovano un motivo per vivere, hanno forte il senso della vita. Sono persone positive e ti insegnano il coraggio per andare avanti dando un significato vero alle priorità.

Il senso del movimento e dell’equilibrio sono complementari. Il controllo dei gesti in perfetta armonia di stabilità. Chi soffre di vertigini difficilmente salirà su di una scala, avete mai avuto la labirintite? Aiuto, mi manca la terra sotto i piedi…

E poi ( anche se so che è sbagliato iniziare una frase così lo faccio lo stesso) ci sono l’olfatto ed il gusto. Vi siete mai chiesti perché il naso è sopra la bocca? Odori e sapori per assaporare un buon piatto. Ricadiamo sul ” gusto della vita”. Pensiamo alle allergie alimentari, quante limitazioni non ci fanno partecipare alla convivialità, restringono il nostro piacere di “assaggiare” il buono a disposizione.

Prendiamo ora in considerazione la vista.I colori, le forme, le sfumature che colpiscono l’occhio sono esperienze significative per ogni essere vivente. Diventare ciechi è un evento traumatico e fa sviluppare tutti gli altri sensi: la chiamano soprav-vive-nza. Ancora la parola Vita contenuta in un’altra.

Come esseri viventi abbiamo anche il senso del calore. Ognuno ha il suo “metro” di caldo/freddo. Mi fermo allo stato fisico e non interiore perché ci sarebbero troppe cose da spiegare: il calore di un abbraccio o la fredda stretta di mano sono eventi emotivi.

Il “sentire” completa in parte il nostro essere fisico. L’essere umano quindi sente il mondo circostante attorno a sè e ne è coinvolto. A volte, però, è necessario ascoltare il silenzio per trovare il giusto ” equilibrio”: troppo rumore fa male. Ascoltare il silenzio come si ascolta il suono della vita: la nostra parte interiore non vuole disturbi. Siamo costretti ad ascoltare per il semplice fatto che le nostre orecchie non si spengono.

Bene, ora l’essere umano è completo. Cosa manca allora per differenziarci dagli animali o dalle piante?  Il linguaggio, il pensiero ed il senso dell’Io.                                                    Impariamo a parlare distinguendo i suoni ( quante lingue esistono nel mondo con la loro musicalità?), impariamo a pensare usando quelle parole. E l’Io? Bella domanda.                 La personalità di un uomo o di una donna non dovrebbero essere schiacciate al volere di qualcun’ altro. Essere “Io” quando tradizioni ( le spose bambine o i bambini che spaccano pietre) non ti permettono di evolvere in esseri pensanti rende questa umanità schiava di se stessa.