1)Quando non scrivo
Prendo appunti.
2) Il cane arrabbiato
Mette il muso
la scrittura come stile di vita
1)Quando non scrivo
Prendo appunti.
2) Il cane arrabbiato
Mette il muso


CERCHIO MAGICO
Io vivo
in un cerchio.
Sono al centro
in un buco.
Il buco del silenzio.
È solo un disegno
per terra
che il vento,
il sole
e la pioggia
nutrono, allagano
restringono ed allargano.
Ma io
resto al centro
e non mi sposto.
Aspettami fuori
ti prego.
Uscirò
con la mia lingua sciolta
e ti accogliero’.
I miei silenzi
come dono
la tua attesa
come regalo.
Io vivo
in un buco di pazienza
dentro un cerchio disegnato.
C’è posto
solo per me
un foglio
una penna.
Tu resta fuori
non capiresti
perché fuori da lì
faccio rumore.
11 anni di te
che sei andato via.
Una parola scritta
nei tuoi occhi chiari,
e dimentico i miei.
Vedo l’azzurro
attraverso il tuo cielo
e mi sorprende
una lacrima
mentre scrivo di te.
Lo so che dormi
nella stanza accanto
coperto
di stelle ed abbracci
preghiere e baci.
Sono sempre figlia
ma ti chiamo
“Nonno Renato ”
perché cresciuta
tra scherzi e coccole.
Ecco, ora sorrido
di te, per me.
Ora so dove sei
In quegli occhi
,che,
appena aperti
sanno già
di mostrare sorpresa
sulla tua faccia
in attesa di noi.
Tutti i numeri in raccolta
fecero una gran rivolta.
“Sempre in fila, un, due, tre
spiegateci il perché!”
dissero in coro ordinati
“siamo cifre, mica soldati!”.
I numeri in vera armonia
giocarono allora con fantasia:
tutti in fila ad uno ad uno
tante moto ad un raduno.
Due a due, tre a tre
cerca un posto tocca a te.
Quattro a quattro, cinque a cinque
questo gioco non mi convince.
Sei a sei, sette a sette
da ora in poi faremo saette,
otto a otto nove a nove
apri l’ombrello fuori piove.
Ed il dieci poverino
era della coda il fanalino.
Tutti in fila in girotondo
non dimentichiamo il resto del mondo
e lo zero, vera nullità
diventato la novità
riempì tutto quel vuoto
e ricominciò il gioco.
Aiku
Uso parole criptate
per dire
ciò che mi piace.

Mi leggi una favola?
spensi il televisore
per accendergli lo sguardo.
Quanti sono i sensi ? Sbagliato, sono 12.
Pensate ad un essere umano che nasce, la prima cosa che accade è che viene “toccato” sul corpicino (il tatto) mentre nel suo naso entra dell’aria che stimola un senso molto MOLTO importante: quello della vita. Pensate a quante persone vivono senza essere complete, diremmo malate. Se nella loro diversità trovano un motivo per vivere, hanno forte il senso della vita. Sono persone positive e ti insegnano il coraggio per andare avanti dando un significato vero alle priorità.
Il senso del movimento e dell’equilibrio sono complementari. Il controllo dei gesti in perfetta armonia di stabilità. Chi soffre di vertigini difficilmente salirà su di una scala, avete mai avuto la labirintite? Aiuto, mi manca la terra sotto i piedi…
E poi ( anche se so che è sbagliato iniziare una frase così lo faccio lo stesso) ci sono l’olfatto ed il gusto. Vi siete mai chiesti perché il naso è sopra la bocca? Odori e sapori per assaporare un buon piatto. Ricadiamo sul ” gusto della vita”. Pensiamo alle allergie alimentari, quante limitazioni non ci fanno partecipare alla convivialità, restringono il nostro piacere di “assaggiare” il buono a disposizione.
Prendiamo ora in considerazione la vista.I colori, le forme, le sfumature che colpiscono l’occhio sono esperienze significative per ogni essere vivente. Diventare ciechi è un evento traumatico e fa sviluppare tutti gli altri sensi: la chiamano soprav-vive-nza. Ancora la parola Vita contenuta in un’altra.
Come esseri viventi abbiamo anche il senso del calore. Ognuno ha il suo “metro” di caldo/freddo. Mi fermo allo stato fisico e non interiore perché ci sarebbero troppe cose da spiegare: il calore di un abbraccio o la fredda stretta di mano sono eventi emotivi.
Il “sentire” completa in parte il nostro essere fisico. L’essere umano quindi sente il mondo circostante attorno a sè e ne è coinvolto. A volte, però, è necessario ascoltare il silenzio per trovare il giusto ” equilibrio”: troppo rumore fa male. Ascoltare il silenzio come si ascolta il suono della vita: la nostra parte interiore non vuole disturbi. Siamo costretti ad ascoltare per il semplice fatto che le nostre orecchie non si spengono.
Bene, ora l’essere umano è completo. Cosa manca allora per differenziarci dagli animali o dalle piante? Il linguaggio, il pensiero ed il senso dell’Io. Impariamo a parlare distinguendo i suoni ( quante lingue esistono nel mondo con la loro musicalità?), impariamo a pensare usando quelle parole. E l’Io? Bella domanda. La personalità di un uomo o di una donna non dovrebbero essere schiacciate al volere di qualcun’ altro. Essere “Io” quando tradizioni ( le spose bambine o i bambini che spaccano pietre) non ti permettono di evolvere in esseri pensanti rende questa umanità schiava di se stessa.
