Se lo fai con amore
Non ti pesa
Il nulla che c’è dopo.
Rimane l’essenziale
È quello
Che sei tu.
la scrittura come stile di vita
Se lo fai con amore
Non ti pesa
Il nulla che c’è dopo.
Rimane l’essenziale
È quello
Che sei tu.

Ti sei mai chiesto se hai avuto “abbastanza ” nella tua vita?
Io credo che il metro dell’ ABBASTANZA sia molto personale.
Nella mia vita ho sempre avuto quello che mi bastava per avere “qualcosa “. Sempre il necessario e nulla di più. Ho vissuto con l’essenziale e parlo di beni materiali.
Le cose ci servono per vivere e ci sopravvivono. Noi siamo spesso di passaggio e diamo i nostri ricordi attraverso oggetti. Loro diventano noi.
Avere “abbastanza ” significa avere il necessario, il giusto. Ma che cos’è ” il giusto ” ? Per alcuni è un passaggio sopra un barcone ed una borsa di plastica nera, per altri uno stipendio normale, pe alcuni la macchina di lusso ( che va a 30.all’ora perché tu la veda meglio).
Non c’è uno standard per avere “abbastanza “, bisognerebbe parlare di rispetto per la persona umana.
Scrivo questa parola pensando alla materialità che ci rende uomini e donne, se scrivessi di partecipazione emotiva credo che nessuno rifiutetebbe un chilo di abbracci. La vicinanza emotiva non ingrassa e rende leggero il cuore.

1)Quando non scrivo
Prendo appunti.
2) Il cane arrabbiato
Mette il muso


CERCHIO MAGICO
Io vivo
in un cerchio.
Sono al centro
in un buco.
Il buco del silenzio.
È solo un disegno
per terra
che il vento,
il sole
e la pioggia
nutrono, allagano
restringono ed allargano.
Ma io
resto al centro
e non mi sposto.
Aspettami fuori
ti prego.
Uscirò
con la mia lingua sciolta
e ti accogliero’.
I miei silenzi
come dono
la tua attesa
come regalo.
Io vivo
in un buco di pazienza
dentro un cerchio disegnato.
C’è posto
solo per me
un foglio
una penna.
Tu resta fuori
non capiresti
perché fuori da lì
faccio rumore.
11 anni di te
che sei andato via.
Una parola scritta
nei tuoi occhi chiari,
e dimentico i miei.
Vedo l’azzurro
attraverso il tuo cielo
e mi sorprende
una lacrima
mentre scrivo di te.
Lo so che dormi
nella stanza accanto
coperto
di stelle ed abbracci
preghiere e baci.
Sono sempre figlia
ma ti chiamo
“Nonno Renato ”
perché cresciuta
tra scherzi e coccole.
Ecco, ora sorrido
di te, per me.
Ora so dove sei
In quegli occhi
,che,
appena aperti
sanno già
di mostrare sorpresa
sulla tua faccia
in attesa di noi.
Tutti i numeri in raccolta
fecero una gran rivolta.
“Sempre in fila, un, due, tre
spiegateci il perché!”
dissero in coro ordinati
“siamo cifre, mica soldati!”.
I numeri in vera armonia
giocarono allora con fantasia:
tutti in fila ad uno ad uno
tante moto ad un raduno.
Due a due, tre a tre
cerca un posto tocca a te.
Quattro a quattro, cinque a cinque
questo gioco non mi convince.
Sei a sei, sette a sette
da ora in poi faremo saette,
otto a otto nove a nove
apri l’ombrello fuori piove.
Ed il dieci poverino
era della coda il fanalino.
Tutti in fila in girotondo
non dimentichiamo il resto del mondo
e lo zero, vera nullità
diventato la novità
riempì tutto quel vuoto
e ricominciò il gioco.
Aiku
Uso parole criptate
per dire
ciò che mi piace.