Abbastanza

Ti sei mai chiesto se hai avuto “abbastanza ” nella tua vita?

Io credo che il metro dell’ ABBASTANZA sia molto personale.

Nella mia vita ho sempre avuto quello che mi bastava per avere “qualcosa “. Sempre il necessario e nulla di più. Ho vissuto con l’essenziale e parlo di beni materiali.

Le cose ci servono per vivere e ci sopravvivono. Noi siamo spesso di passaggio e diamo i nostri ricordi attraverso oggetti. Loro diventano noi.

Avere “abbastanza ” significa avere il necessario, il giusto. Ma che cos’è ” il giusto ” ? Per alcuni è un passaggio sopra un barcone ed una borsa di plastica nera, per altri uno stipendio normale, pe alcuni la macchina di lusso ( che va a 30.all’ora perché tu la veda meglio).

Non c’è uno standard per avere “abbastanza “, bisognerebbe parlare di rispetto per la persona umana.

Scrivo questa parola pensando alla materialità che ci rende uomini e donne, se scrivessi di partecipazione emotiva credo che nessuno rifiutetebbe un chilo di abbracci. La vicinanza emotiva non ingrassa e rende leggero il cuore.

Pagine in pillole 11

CERCHIO MAGICO

Io vivo

in un cerchio.

Sono al centro

in un buco.

Il buco del silenzio.

È solo un disegno

per terra

che il vento,

il sole

e la pioggia

nutrono, allagano

restringono ed allargano.

Ma io

resto al centro

e non mi sposto.

Aspettami fuori

ti prego.

Uscirò

con la mia lingua sciolta

e ti accogliero’.

I miei silenzi

come dono

la tua attesa

come regalo.

Io vivo

in un buco di pazienza

dentro un cerchio disegnato.

C’è posto

solo per me

un foglio

una penna.

Tu resta fuori

non capiresti

perché fuori da lì

faccio rumore.

11 anni di te

11 anni di te

che sei andato via.

Una parola scritta

nei tuoi occhi chiari,

e dimentico i miei.

Vedo l’azzurro

attraverso il tuo cielo

e mi sorprende

una lacrima

mentre scrivo di te.

Lo so che dormi

nella stanza accanto

coperto

di stelle ed abbracci

preghiere e baci.

Sono sempre figlia

ma ti chiamo

“Nonno Renato ”

perché cresciuta

tra scherzi e coccole.

Ecco, ora sorrido

di te, per me.

Ora so dove sei

In quegli occhi

,che,

appena aperti

sanno già

di mostrare sorpresa

sulla tua faccia

in attesa di noi.

le tabelline

Tutti i numeri in raccolta

fecero una gran rivolta.

“Sempre in fila, un, due, tre

spiegateci il perché!”

dissero in coro ordinati

“siamo cifre, mica soldati!”.

I numeri in vera armonia

giocarono allora con fantasia:

tutti in fila ad uno ad uno

tante moto ad un raduno.

Due a due, tre a tre

cerca un posto tocca a te.

Quattro a quattro, cinque a cinque

questo gioco non mi convince.

Sei a sei, sette a sette

da ora in poi faremo saette,

otto a otto nove a nove

apri l’ombrello fuori piove.

Ed il dieci poverino

era della coda il fanalino.

Tutti in fila in girotondo

non dimentichiamo il resto del mondo

e lo zero, vera nullità

diventato la novità

riempì tutto quel vuoto

e ricominciò il gioco.