Siamo stati
desti-nati.
Agire per una
destin-azione
e invece era
desti-no.
Stacchiamoci:
destini-amoci.
Per poi
desti-amiamoci.
la scrittura come stile di vita
Siamo stati
desti-nati.
Agire per una
destin-azione
e invece era
desti-no.
Stacchiamoci:
destini-amoci.
Per poi
desti-amiamoci.
Avevo voglia di te
delle tue grandi mani
delle tue piccole emozioni.
Avevi un cuore
pieno
di pensieri infiniti.
Oggi sono qui
davatial tuo cancello
arrugginito.
Chi lo usa ora
non sa con quanto amore
hai picchiato,
piegato, forgiato
un ostacolo trasparente.
Non mi hai dato
la chiave
ma tranquillo
io ci vedo attraverso.
Posso salutarti?
Io guardo
e mi viene:
“Ciao papà.”
Non lo grido,
lo penso
e come sempre
mi manchi.
Penso che
a volte
non sappiamo davvero
di avere fortuna,
tutti dietro
alla corsa della vita
, ci mandiamo affetto
attraverso un vocale,
e tra messaggi infiniti
è come dirsi:
io ci sono
e ci sarò per sempre.
Penso che
a volte
non sappiamo davvero
di indossare amore,
anche dietro
alla fatica della vita,
inviare pensieri
senza chattare,
extra spazi invisibili
trovare le parole:
io ci sono
ci sarò sempre.
Penso che
a volte non sappiamo davvero
di vedere l’infinito,
nascosto dietro il tempo
che manca sempre
un passo avanti
lasciandoci indietro.
Ci manchiamo e ci cerchiamo
in un luogo effimero
d’aria tecnologica
,per esserci davvero.
Penso che
a volte
non sappiamo davvero
di aspettare l’attesa,
e che l’attesa ci aspetti
velata d’impazienza.
E quando il tempo
si arrotola al contrario
arriva il momento
dei lunghi abbracci,
solo allora ci saremo
, per sempre, davvero.
Ho bisogno di pubblicità.
Spazio vuoto
dove tutto va bene.
Cosa mi offri oggi?
n qualcosa
detto con suoni vuoti
immagini sfuocate:
se non è realtà
ostenta verità.
Tranquilla non mi adeguo.
Ho spento la televisione
per guardarmi dentro
ed ho parole mie.
Però
un pò di pubblicità
in questa vita
sarebbe utile
per spezzare i pensieri.
Sarebbero più leggeri
legati con il filo
del tempo
invece
che portarli tutti insieme
tra i miei capelli
sempre spettinati.
Cosa mi offri oggi,
pubblicità?
Io non ascolto
e non colgo.
Sei lo specchio
di cosa dovrei essere
ma io no
non sono la gente.
Tutti i sogni hanno le ali che però devono imparare a volare
Dimmi qualcosa di te
Sorridi spalancando
Gli occhi.
Mi racconti
Senza parlare
Con i gesti
Fermi nelle mani.
Dimmi qualcosa
Di te…
Mentre mi guardi
E cerchi parole
Nell’aria rarefatta.
L’aria scivola
Tra lo scorrere
Delle pagine
Tra le mie dita
Lettere mute
Prendono suono
Nel silenzio
Del tono
Di una voce.
Leggo, leggo
Sotterro rumori
Innaffio emozioni.
Lettere, lettere nere
Lasciano pagine bianche.
Come formiche
Migrano
Seguono la stessa scia.
Metafisico
Desiderio
Di realtà.
Mi racconti di mamma
E diventi già papà.
Fette di vita
Che se ne vanno
Dimenticate
Tra lo sfiorire
Dei colori.
Fette di vita
Dietro gli occhiali
Che non sanno più
Come raccontarti.
Hai le mani
Di un lavoratore
Ma se guardo
La linea del cuore
Sei perso
Tra nostalgia ed amore.
(Dedicata ad un malato di Alzheimer)
Madri amorevoli
Insegnano speranza:
La vita che torna,
Foglie nuove
Nonostante
L’ultimo inverno.
Con coraggio
Le lasceranno cadere
Con dolore
Invocando
A braccia alzate
Il sole.
Madri amorevoli
Gli alberi
Che – consapevoli –
Sanno
Vivere le stagioni
Con l’anima in pena.