pagine in pillole n 8

LA CANTINA

Come tutti gli anni vado a recuperare gli addobbi natalizi.

Sono oggetti impolverati, riciclati  da Natali trascorsi. Sembra di rivivere la favola del Natale passato, presente e futuro.

Tutte le volte che guardo in quella scatola tolgo qualcosa e lo butto via. Tutte le volte che guardo in quella scatola trovo ancora quel “qualcosa “ che non riesco buttare via.

È un contenitore di cartone, povero e nudo all’esterno e disorganizzato dentro. Si perché quando finisce il Natale butti tutto dentro senza pensare troppo a cosa tenere e cosa lasciare.

È una scatola che nel corso dell’anno è solo una delle tante sopra un ripiano, prende vita in pochi giorni.

L’ultima volta che ci ho guardato dentro ho trovato Gesù bambino con le braccia aperte ed un  sorriso senza tempo.

Mia madre lo metteva la notte del 25 dopo la messa, poi aprivamo i regali. Quella statuina è l’unica sopravvissuta al primo presepe della nostra famiglia.

Ha trovato casa anno dopo anno con Maria e Giuseppe sempre diversi, vestiti con abiti più moderni.

L’anno scorso ho comprato Giuseppe perché lo avevo perso: segno dei tempi? Ora non lo trovo un’altra volta. Caro il mio bambino, abituati anche tu a vivere in queste nuove famiglie.

Bambino mio quanto sei fortunato a vivere sempre nei colori e nelle luci, con le campane a festa, la gioia dei bambini e l’allegria delle canzoni.

Anche quest’anno ti accoglierò con il più tenero degli abbracci, ti metterò in una casa al caldo , non aspetterò il 25 sera.

Caro Gesù bambino non voglio toglierti la speranza di un mondo migliore.

 

 

 

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