pagine in pillole 7

BIMBO RANA CERCASI

( racconto tratto da ” la disabilità dei sensi” il nostro prossimo libro)

 

Archimede apparteneva alla famiglia Degli Anfibi, già alla nascita necessitava di molte ore in acqua rispetto ai suoi simili e crescendo si rifugiava nel fiume fuori casa per meditare. Era un bimbo buono e intelligente, un piccolo genio della matematica.  Stranamente la madre notò che in quei giorni il figlio non voleva andare a scuola e ne chiese la ragione.

“Mi prendono in giro…”

Era l’unico bimbo acquatico e si sentiva a disagio. La sua classe era composta da creature diverse tra loro ma compatibili con molte attività scolastiche. Archimede era l’unico che necessitava di bagnarsi spesso soprattutto d’inverno con il riscaldamento acceso, doveva bere molto e fuori dall’acqua non ci vedeva bene. Lo avevano avvicinato alla lavagna ma ogni volta che tornava dal bagno lasciava una scia per terra e i suoi compagni ridevano.

La maestra con una faccia rassicurava il ragazzo, con l’altra sgridava la classe e faceva una smorfia cattiva. L’effetto, però, durava poco. I due bulli Oscar e Omar, due cugini della famiglia dei Nani Giganti, imponevano con la loro presenza fisica il loro pensiero. Sovrastavano con la loro statura la maestra e lei stessa a volte aveva paura. La donna aveva chiesto di essere trasferita in un’altra classe ma il preside le disse che lei era adatta a quell’aula: con una faccia scriveva sulla lavagna con l’altra guardava gli alunni. Impossibile copiare o distrarsi.

Erano state prese delle decisioni restrittive per il comportamento dei bulli ma per i cugini non era servito a molto.

Quella mattina la madre di Archimede andò a svegliarlo per portarlo a scuola ma non lo trovò. Andò allora in riva al fiume, si emerse ma non lo vide. Dopo un po’ chiamò i soccorsi che arrivarono organizzati e numerosi.

La polizia prese la deposizione dei genitori e chiesero ai cugini bulli se gli avessero fatto uno scherzo cattivo, i compagni restanti dissero che Archimede si isolava sempre di più e passava molto tempo immerso nel lavandino della scuola durante la ricreazione. La madre disse che così si rilassava.

Trovarono gli occhiali vicino ad un tronco appoggiati alla cartella. Il medico curante della famiglia disse che le persone Degli Anfibi possono stare anche due giorni senza respirare ossigeno, c’era da preoccuparsi soprattutto per lo stato emotivo del bambino.

La madre congelò le larve e gli insetti lessati per la colazione e aspettò il ritorno del figlio, cambiò l’acqua al futuro figlio che respirava in un catino nella sua pellicola. Il padre si tuffò con la comunità acquatica per le ricerche.

Dopo qualche ora arrivarono a casa di Archimede i genitori  di Oscar e Omar, strano vederli insieme a piangere per motivi diversi. I Nani Giganti sono persone alte ma con le fattezze di nani, i Degli Anfibi sono minuti ma proporzionati. Le tre mamme si confidarono le loro difficoltà nel crescere i propri figli, poi presero un tè aspettando notizie.

Verso sera Archimede spuntò dall’altra parte del fiume, lo trovò un volontario Terrestre che monitorava la sponda. Volle asciugarlo ma il bambino rise:

“Non sai che noi Anfibi stiamo bagnati?”

Quando lo portarono a casa promisero al fuggitivo di cambiare aula e di inserirlo in un’altra sezione. Lui andò a vedere il fratellino immerso e lo accarezzò.

“Vedi – disse al volontario terrestre – noi veniamo cresciuti in questo catino speciale. E’ un contenitore che protegge la creatura con una temperatura costante, in questo modo non ci sono più i problemi che avevamo quando ci si affidava al fiume. Spesso i feti venivano trasportati in ogni dove e i genitori non sapevano più quale era il suo. Prima mamma e papà dovevano fecondare più uova per avere almeno un figlio, ora ne basta uno.”

L’uomo terrestre rimase ancora a chiacchierare con la famiglia e rimase a cena. Loro mangiarono larve e insetti coltivati in serre nel loro giardino, lui frutta e insalata.

A scuola il giorno dopo tutti gli alunni discutevano degli effetti del bullismo. I due cugini vennero separati e messi in classi dove loro apparivano fragili rispetto agli altri.

Gli insegnanti erano Mentali ibridi, con caratteristiche fisiche per contenere studenti difficili, leggendo nel pensiero di ognuno e nessuno poteva comportarsi male.

 

 

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