Il cimitero degli imbecilli
Dire che non era troppo importante…
Brambilla Moschettieri aveva ereditato una fortuna ed un titolo ereditario: conte di Mascogna e di Riberlo.
“Perbacco- disse quel giorno colto da tanta sorpresa-ho nelle vene sangue blu!” e visse dimenticando le sue umili origini.
Aveva preso abitudini ricercate rendendosi ridicolo agli occhi di tutti. Traduceva spesso dal dialetto all’italiano raccogliendo dissensi ben mascherati da sorrisi di convenienza.
Il Conte Brambilla Moschettieri cominciò a pensare al riposo eterno, voleva un luogo adatto al lungo sono. Aveva visitato ormai tutti i cimiteri dei paesi vicini, compreso il suo dove aveva visto i natali ma nulla era adatto alla sua anima blu. C’era un luogo che amava in un modo speciale: il laghetto dove era cresciuto tra amici, tuffi, baci e schiaffi. “E’ come lo ricordavo” disse tra sé. Comprò quella zolla di terra perché diventasse il suo universo, il suo specchio d’acqua privato dove tutti potessero piangere la sua dipartita.
Programmare tutto fu abbastanza complicato per un uomo che non aveva idea di un iter da seguire ma nonostante tutto il progetto si realizzò.
Andava a giorni alterni per vedere quel monumento crescere dalla nuda terra e ne era soddisfatto. Il tempo passava e la morte, al momento non aveva fatto il suo nome. All’età di novant’ anni esalò l’ultimo respiro solo e senza dire parole sofisticate per gridare la sua paura; il Conte Brambilla Moschettieri di Moscogna e di Riberlo venne dimenticato dalla crème della società ed accompagnato al lungo riposo da parroco, dagli addetti delle pompe funebri e dai pochi mossi dalla pietà di un uomo che aveva creato un nuovo stile di vita.
Il sindaco onorò la sua donazione – altri eredi maschi non ve ne erano – con una via periferica del paese in suo ricordo.
Nessuna messa in suo onore, nessun pellegrinaggio alla sua tomba – non era un nobile? -.
Intanto alla sua tomba la natura faceva il suo corso e ben presto tutto venne coperto da una coltre di foglie come se Dio avesse posto la sua mano pietosa su di un progetto fallito dalla volontà di un uomo.
Qualche anno dopo un vecchio asino si perse in quel luogo quando venne colto dal Tempo lasciando cadere quel corpo stanco nella nuda terra. Il suo padrone lo trovò oramai freddo ed ebbe pietà di lui. Tornò a casa e prese una vanga, fece un fosso intorno al corpo inerte fino a seppellirlo interamente, pose un fiore ed una croce di legno pensando ad un amico sincero e leale, forse intelligente.
Fu così che da quel giorno il conte Brambilla Moschettieri eccetera eccetera non fu più solo a dividere quel pezzo di eternità.