Cosa facevi?

Mi racconti di mamma

E diventi già papà.

Fette di vita

Che se ne vanno

Dimenticate

Tra lo sfiorire

Dei colori.

Fette di vita

Dietro gli occhiali

Che non sanno più

Come raccontarti.

Hai le mani

Di un lavoratore

Ma se guardo

La linea del cuore

Sei perso

Tra nostalgia ed amore.

(Dedicata ad un malato di Alzheimer)

Alberi

Madri amorevoli

Insegnano speranza:

La vita che torna,

Foglie nuove

Nonostante

L’ultimo inverno.

Con coraggio

Le lasceranno cadere

Con dolore

Invocando

A braccia alzate

Il sole.

Madri amorevoli

Gli alberi

Che – consapevoli –

Sanno

Vivere le stagioni

Con l’anima in pena.

Abbastanza

Ti sei mai chiesto se hai avuto “abbastanza ” nella tua vita?

Io credo che il metro dell’ ABBASTANZA sia molto personale.

Nella mia vita ho sempre avuto quello che mi bastava per avere “qualcosa “. Sempre il necessario e nulla di più. Ho vissuto con l’essenziale e parlo di beni materiali.

Le cose ci servono per vivere e ci sopravvivono. Noi siamo spesso di passaggio e diamo i nostri ricordi attraverso oggetti. Loro diventano noi.

Avere “abbastanza ” significa avere il necessario, il giusto. Ma che cos’è ” il giusto ” ? Per alcuni è un passaggio sopra un barcone ed una borsa di plastica nera, per altri uno stipendio normale, pe alcuni la macchina di lusso ( che va a 30.all’ora perché tu la veda meglio).

Non c’è uno standard per avere “abbastanza “, bisognerebbe parlare di rispetto per la persona umana.

Scrivo questa parola pensando alla materialità che ci rende uomini e donne, se scrivessi di partecipazione emotiva credo che nessuno rifiutetebbe un chilo di abbracci. La vicinanza emotiva non ingrassa e rende leggero il cuore.