Allungo il nastro
sotto le mie dita
lui
snocciola le curve
e piccoli tagli.
L’ho ferito io
grattandolo con la forbice.
Muta
da liscio a riccio,
accartocciato sul pacco
dona colore.
Arricchisce il dono.
E’ il primo a vedere
la meraviglia degli occhi
mentre mani frettolose
lo strappano via.